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Circuito Miniera su Linnarbu


Circuito Miniera su Linnarbu

Itinerario tratto da “Sui sentieri dei Cervi, Gutturu Mannu e i monti di Capoterra”, di Angelo Pani, 2021 - https://www.facebook.com/suisentierideicervi


L’itinerario ha come punto di partenza il ponte sul rio San Gerolamo, raggiungibile dopo Poggio dei Pini dalla strada di Capoterra. Dopo circa 100 m precedenti all’Hydrocontrol (un centro di ricerca idrico, costruito nel 1988 ma chiuso dopo pochi anni) si va a sinistra di un bivio, che segue una strada asfaltata che passa nei resti del tratto ferroviario; questo passaggio era chiamato Via dei Genovesi, per diversificarsi dalla ferrovia di San Leone, chiamata Via dei Francesi. Una volta arrivati sul ponte del rio San Gerolamo (wp 39°9’23.57’’ N - 8°57’18.76’’ E ; q 124) si può lasciare il mezzo in questa zona. Il percorso a piedi, supera il corso d’acqua e dopo pochi metri prosegue alla destra dopo il bivio, che non è altro che la strada bianca che risale parte di Genna Craboni. Si continua per qualche decina di metri e si prende a destra una carrareccia che riporta sulla parte asciutta del torrente, quindi si attraversa il rio e si rimane sulla sua sinistra, raggiungendo gli ormai antichi resti della stazione di partenza della ferrovia (km 1,3 ; q 146). Procedendo in una carrareccia seminascosta dalla vegetazione, si risale il pendio e si raggiunge la zona dove avevano luogo i lavori principali della miniera. Dopo 1 km si arriva all’ingresso di una galleria in parte allagata (wp 39°9’25.16’’ N - 8°56’14.35’’ E ; q 262) che venne scavata durante i lavori di ricerca dell’uranio. Ciò che si può notare di questa attività estrattiva sono i due binari pendenti sul vuoto in corrispondenza della discarica, rimasti abbandonati nel tunnel, insieme a un carrello e un’autopala, segno di un frettoloso sgombero; questi erano probabilmente i resti dei lavori riconducibili all’ 800 mentre altri scavi sono sommersi dai massi, probabilmente trascinati dall’alluvione del 2008. La strada si interrompe oltre l’inizio della galleria ma riprende dopo un tratto di frana, mantenendosi pianeggiante; si può passare poi vicino a una casetta coi muri costituiti da blocchetti di cemento, forse dimora del guardiano del cantiere, e 100 m più avanti si può raggiungere un terrapieno dove avevano luogo i lavori di trivellazione, condotti alla ricerca dell’uranio. Qui si trova l’antica Casa dell’amministrazione e altri edifici minori, di cui restano poche rovine; e tornando indietro per 50 m, imboccando alla sinistra una carrareccia, si risale la montagna (pendenza 22%) e si raggiunge S’Arcu de su Linnarbu (wp 39°9’22.89’’ N - 8°55’54.06’’ E ; km 3,8 ; q 534) arrivando nell’area mineraria di San Leone, dove si incrocia poi una strada bianca che porta fino alla cima di S’Aingiu Mannu (km 4,5 ; q 605) il punto più elevato dell’escursione, da cui si può godere di un panorama notevole che spazia dai porti di Cagliari, alle lagune e spiagge separate, al promontorio di Sant’Elia; inoltre si può notare la miniera di San Leone a Nord, e sotto alcune sue strutture, contemplando la visione del Monte Arcosu e la piana di Macchiareddu, con i capannoni industriali e pale eoliche. Si inizia da qui la discesa verso Est, si percorre un tratto fuoripista, sotto la rete di confine dell’area della miniera e dopo 400 m si possono prendere una delle strade sterrate che segnano il versante montano. Si percorrono i tornanti della via della miniera e procedendo verso Est, dopo altri 400 m circa, si raggiunge S’Arcu de is Sennoras (wp 39°9’43.58’’ N - 8°56’17.47’’ E ; km 5,3); probabilmente il nome viene da un piccolo “sauro”, un rettile sardo (Chalcides ocellatus) simile ad una lucertola ma dalle zampe piccole. Dopo il valico si va verso Sud oltrepassando la recinzione che circoscrive la miniera e si procede per Canali Strintu, si affronta una discesa ripida (pendenza 37%) segnata dal passaggio delle capre e dopo 400 m si può notare che Canali Strintu si allarga, quindi si procede verso destra, e si fiancheggia la base di una parete a strapiombo per poi proseguire in un sentiero che porta ad una sella (wp 39°9’29.66’’ N - 8°56’16.40’’ E ; km 6,2) ; qui si possono notare i lavori di scavo delle trivelle dell’Agip (1980). Il percorso prosegue per 100 m fino ad un tratto franato, quindi si imbocca il sentiero in discesa fino ad una piccola casa con i muri costituiti da blocchetti e alla galleria, come visto precedentemente. Infine, percorrendo nuovamente il percorso dell'andata si ritorna al ponte del rio San Gerolamo

Mappa

Sui Sentieri dei Cervi - Itinerario 15
Sui sentieri dei cervi - itinerario n.15 (https://www.facebook.com/suisentierideicervi)

Informazioni

Comune

Capoterra

Indirizzo

Come arrivare

Accessibilità

Adatto ai portatori di disabilità

Stagioni consigliate

  • Primavera ,
  • Autunno

Difficoltà

medio

Luogo di partenza

ponte sul rio San Gerolamo

Luogo di arrivo

ponte sul rio San Gerolamo

Percorso totale

9 km

Dislivello (metri)

594 m

Ore di percorrenza


Rilevanze

Archeologiche

Archeologia industriale: resti della stazione di partenza della ferrovia ; galleria della miniera (due binari pendenti sul vuoto ; un carrello e un’autopala) ;  dimora del guardiano del cantiere

Storico-culturali

I lavori di scavo minerario presso San Leone si sono alternati partendo dal 1873 (società genovese Miniere di Sardegna, che ebbe una contesa con la società francese) per la ricerca di ferro, ma con scarso successo, e nel 1956 con l’Agip e 1980 con l’Eni, per l’uranio, lavori ugualmente interrotti rapidamente (non presente nell’itinerario ma attinente alla zona della miniera)

Naturalistiche

Il nome  di S’Arcu de is Sennoras deriva forse dalla presenza di un “sauro” un piccolo rettile sardo; Rio San Gerolamo ; Canali Strintu

Paeseggistiche

Panorama  a 360° dalla cima di S’Aingiu Mannu  che spazia dai porti di Cagliari, alle lagune e spiagge separate, al promontorio di Sant’Elia; inoltre si può notare la miniera di San Leone a Nord, e sotto alcune sue strutture, contemplando la visione del Monte Arcosu e la piana di Macchiareddu, con i capannoni industriali e pale eoliche

Per saperne di più

  • Sui Sentieri dei Cervi, Gutturu Mannu e i monti di Capoterra, Angelo Pani, 2021